TULLIO  SIMONCINI E IL BICARBONATO DI SODIO

L'efficacia del bicarbonato di sodio nella cura dei tumori

 Tullio Simoncini è medico oncologo e diabetologo, dottore in filosofia. Si batte da anni per sostenere il BICARBONATO DI SODIO per la cura del cancro e del diabete. Negli ultimi dieci anni ha ormai all'attivo centinaia di guarigioni di pazienti affetti da tumore di vario tipo, con un'altissima percentuale di successi rispetto ai casi trattati.

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Recentemente ha pubblicato il libro “Il cancro è un fungo”, ed. Lampis, già tradotto in diverse lingue. Nel suo sito Internet www.curenaturalicancro.org troverete un'imponente quantità di documentazioni cliniche e testimonianze di guarigione.

Parlando del bicarbonato, c'é un fatto curioso che bisogna sottolineare, e cioè da sempre e da più parti viene riconosciuta la sua azione anti-tumorale.

Già migliaia di anni fa i sacri libri VEDA degli indù, raccomandavano di trattare le masse che si sviluppavano sulle mucose con i "carbonati", dove probabilmente rientravano anche i bicarbonati, non a portata di conoscenza in quell'epoca.

Sempre rimanendo in tema di argomenti sacri, qualche anno fa un noto giornalista (E. B.), a conclusione di un ciclo di trasmissioni sull'acqua di Lourdes, ne segnala l'alta concentrazione di bicarbonato di sodio, rivelata dall'analisi delle sue proprietà fisico chimiche.

Passando invece a considerazioni più prettamente scientifiche, esistono centinaia di studi supportati perfino da conferenze e meeting internazionali, che attestano l'efficacia del bicarbonato di sodio nel ridurre le neoplasie.

La conclusione degli studi, netta e inequivocabile, viene però come al solito travisata dalle menti super acculturate, sviate fin dall'inizio dalla solita idea bislacca dell'alterazione riproduttiva cellulare.

I ricercatori cosi, avendo sotto gli occhi il potere anti-neoplastico del bicarbonato di sodio, ma partendo da qualche ipotetico meccanismo che si sarebbe inceppato all'interno della cellula, lo correlano deduttivamente ad una variazione del pH, e su questa base impiantano una sorta di conteggio infinito dei protoni che viaggiano dentro la cellula, arrivando alla conclusione che, correggendo le loro variazioni, si può correggere la deviazione riproduttiva cellulare.

E come si corregge questa deviazione cellulare? Semplice, somministrando delle sostanze alcaline che correggono l'acidità cellulare.

Guarda caso, però, si scopre che l'unica sostanza veramente efficace nella correzione del meccanismo perverso e proprio il bicarbonato di sodio.

Alla fine si conclude il cerchio ed e facile constatare che i ricercatori vedono il mondo al contrario, cioè con la testa in giù e i piedi in su.

Difatti: 1) 100 anni di sterili studi sul cancro dimostrano che l'idea della casualità genetica é morta e sepolta,

2) 10.000.000 milioni circa di morti per tumore all'anno denunciano il totale fallimento dell'oncologia,

3) il problema più importante nei reparti oncologici sono le infezioni fungine,

4) il bicarbonato di sodio, il più attivo e diffusibile antifungino che esiste, viene riconosciuto come un potente composto anti-neoplastico.

Ci manca solo che i funghi parlino direttamente ai ricercatori e che gli dicano “siamo qui, gli assassini che cercate”.

Dimostrato quindi per via religiosa, aneddotica e scientifica che il bicarbonato di sodio uccide i funghi, cioè le masse neoplastiche,

non si vede perché non lo si dovrebbe provare con convinzione e determinazione, dal momento che oltretutto é completamente innocuo.

Io l'ho incominciato ad utilizzare contro il cancro più di venti anni fa, ottenendo spesso delle regressioni complete in breve tempo, con costanti risultati positivi e guarigioni, specialmente in pazienti ancora sufficientemente autonomi e non completamente distrutti dalle terapie convenzionali.

In genere i pazienti con tumori sotto i 3 cm. guariscono quasi tutti, quelli terminali muoiono in un'altissima percentuale di casi, anche se hanno notevoli benefici con la terapia con bicarbonato di sodio, in termini di qualità e quantità di vita; i pazienti invece che vengono definiti inguaribili ma che hanno ancora una sufficiente riserva vitale, guariscono nel 50% dei casi.

Fanno eccezione i tumori delle ossa piatte, che difficilmente regrediscono con il bicarbonato, perché irrorati da piccole arterie che non consentono una sufficiente diffusione del bicarbonato.

Proprio per questo motivo, per aggredire i tessuti malati con alte dosi di bicarbonato di sodio, é necessario posizionare idonei cateterini, sia endocavitari per il peritoneo e per la pleura, sia endoarteriosi, per raggiungere l'intimità degli organi.

E' chiaro che in questo modo esistono organi che possono essere trattati più facilmente, sia per la loro posizione anatomica, sia per l'alto grado di vascolarizzazione.

Per questo gli organi malati di cancro che hanno i più alti indici di guarigione sono quelli che possono essere trattati in modo più diretto e cioè, nell'ordine: mammella, bocca, stomaco, vescica, pleura, fegato, cervello, arti, pelle (dove peré i tumori devono essere trattati con la tintura di iodio); tutti hanno un indice di regressione che varia dal 70 al 90%.

Conclusione

Attualmente le statistiche di morte per cancro si aggirano intorno al 30-35 % e si prevede che nel prossimo futuro una persona su due morirà per una neoplasia. E' inutile nascondere che siamo di fronte ad una malattia ormai endemica con le caratteristiche di una epidemia planetaria e che, in una simile situazione, qualsiasi teoria genetica, cellulare o molecolare appare solo come una stramberia senza capo e senza coda.

Di fronte, allora, ad un fenomeno cosi epidemico, non dovrebbe subito venire alla mente che siamo di fronte ad un'infezione? E la cosa appare tanto più credibile, se si sommano tutte le analogie, le sovrapposizioni e le identità esistenti tra il mondo dei tumori e quello dei funghi.

Se poi a questo si aggiunge che le neoplasie sono cosi sensibili all'azione del bicarbonato di sodio, cosi come lo sono i funghi, mi sembra che il cerchio si chiuda in maniera perfetta: i tumori sono causati da un fungo, della famiglia della candida, il che rimane l'unica opzione valida per risolvere il problema tumore; primo perché non esiste nessun’altra proposta o idea logica al riguardo, secondo perché soddisfa quasi tutte le sue condizioni di esistenza.

Spiegazioni più scientifiche

La ragione di fondo e i motivi che suggeriscono contro i tumori una terapia con bicarbonato di sodio è l’idea che, pur con il concorso di una miriade di fattori concausali variabili, il loro sviluppo e la loro proliferazione locale e a distanza hanno una causa esclusivamente fungina.

Al momento, contro i funghi a mio avviso non è dato opporre nessun rimedio utile se non proprio il bicarbonato di sodio.

Gli antifungini attualmente in commercio, infatti, non rispondono alla necessità di penetrare nelle masse (ad eccezione forse delle prime somministrazioni diazoli o di amfotercina B per via parenterale), in quanto sono concepiti per un’azione solo su un piano stratificato di tipo epiteliale. Sono quindi incapaci di incidere in aggregati miceliali disposti in senso volumetrico, e per di più mascherati dalla reazione connettivale che tenta di circoscriverli.

I funghi sono poi in grado di mutare velocemente la propria struttura genetica. Dopo una prima fase di sensibilità nei confronti dei fungicidi, riescono in breve tempo a codificarli e a metabolizzarli senza riceverne ulteriore nocumento; anzi paradossalmente anche beneficiando del loro alto potere tossico nei confronti dell’organismo.

Il bicarbonato di sodio, invece, dotato di un’altissima diffusibilità e privo di quella complessità strutturale facilmente codificabile dai funghi, mantiene a lungo le proprie capacità di penetrazione dentro le masse, anche e soprattutto per la velocità con cui le disgrega, cosa che rende loro impossibile un minimo adattamento sufficiente a difendersi.

La terapia con bicarbonato dovrebbe essere impostata subito a grosse dosi, in maniera continua, a cicli e senza pause, in un’opera di distruzione che dovrebbe procedere dall’inizio alla fine senza interruzioni almeno per 7-8 giorni per un primo ciclo, tenendo presente che una massa di 2-3-4 centimetri comincia a regredire consistentemente dal 3° al 4° giorno, e crolla dal 4° al 5°.

In genere il limite massimo della dose che può essere raggiunto in una seduta si aggira intorno ai 500 cc di bicarbonato di sodio al 5%, con la possibilità di aumentare o diminuire la dose del 20% in funzione della corposità dell’individuo da trattare, e in presenza di localizzazioni plurime su cui suddividere una maggiore quantità di sali.

C’è da sottolineare che le dosi indicate, proprio perché innocue, sono le stesse utilizzate senza problemi da oltre 30 anni in una miriade di altre situazioni morbose

Per potenziare al massimo l’efficacia del bicarbonato di sodio, sarebbe utile sempre somministrarlo direttamente sulle lesioni o sugli organi invasi da una neoplasia.

Ciò è possibile mediante l’arteriografia selettiva (visualizzazione di un’arteria specifica) e mediante il posizionamento di port-a-cath arteriosi(vaschette in raccordo col catetere). Queste metodologie consentono di posizionare un cateterino direttamente nell’arteria che nutre la massa neoplastica, permettendo di somministrare alte dosi di bicarbonato di sodio nei recessi più profondi dell’organismo.

In questo modo quasi tutti gli organi possono essere trattati e possono beneficiare di una cura con i sali di bicarbonato, innocua, rapida ed efficace, ad eccezione solo di alcuni distretti ossei come vertebre e costole, dove la perfusione arteriosa, essendo esigua, non permette il raggiungimento di dosi sufficienti.

L’arteriografia selettiva rappresenta quindi un’arma estremamente potente contro i funghi, che può essere usata sempre e comunque nelle neoplasie, primo perché è indolore e non lascia postumi, secondo perché prevede rischi d’esecuzione molto bassi.